Bach in Basilica
Appuntamenti con l’organo Ahrend in San Simpliciano – III edizione 2025
Il ciclo Bach in Basilica, quest’anno alla sua terza edizione, vuole riproporre al pubblico milanese la possibilità di ascoltare grandi interpreti del mondo organistico internazionale sull’organo di San Simpliciano.
Questo strumento, costruito nel 1991 dall’organaro rappresenta un gioiello dell’arte organaria contemporanea e realizza il sogno voluto da un comitato di appassionati (fra cui non possiamo dimenticare Sandro Boccardi, scomparso due anni fa) e sostenuto dal Comune di Milano per avere uno strumento ideale per la musica di Bach.
Nei tre programmi ascolteremo alcune fra le pagine più belle di Bach, affiancate a musiche di altri compositori.
Nella serata inaugurale, Krzysztof Urbaniak ci presenta un dialogo virtuale fra Bach e un autore a lui coevo, vissuto nella città di Danzica. Daniel Magnus Gronau (ca. 1686–1747) ci ha lasciato una preziosa raccolta di brani organistici, che a lungo sono stati considerati perduti, a causa delle devastazioni subite dalle biblioteche polacche nella seconda guerra mondiale. Solo una decina di anni fa una copia di queste composizioni è venuta alla luce negli Stati Uniti d’America. Queste composizioni si inseriscono nella grande tradizione della musica dell’aerea baltica, dove l’organo era diventato uno dei segni distintivi della cultura musicale e religiosa delle città mercantili. Si noti come le date di nascita e di morte Gronau e Johann Sebastian Bach quasi coincidano.
Il programma del giovane e brillante organista francese Emmanuel Arakelian ripropone la sfida che avrebbe dovuto aver luogo a Dresda nel lontano 1713. Luis Marchand, virtuoso parigino in visita alla corte di Dresda, avrebbe dovuto misurarsi con il grande Bach: sembra che una volta sentitolo studiare il francese si sia affrettato a prendere la prima carrozza in partenza dalla città, senza dunque presentarsi al confronto. Eppure la sua musica rappresenta uno dei frutti migliori della grande tradizione francese.
Il programma di Davide Pozzi accosta la musica di Johann Sebastian con quella del suo figlio secondogenito Carl Philipp Emanuel. Questi aveva ben capito che non era possibile competere col padre ed aveva quindi abbracciato una maniera di comporre completamente differente, che trovò nella seconda metà del Settecento un grande apprezzamento. Questo stile, chiamato «stile galante» lo rese famoso, tanto che alla fine del Set- tecento chi nominava il nome di Bach si riferiva a Carl Philipp Emanuel che a Johann Sebastian.
Vi auguriamo un buon ascolto, con l’augurio che l’organo Ahrend, ormai patrimonio della cultura milanese, continui ad essere un punto di riferimento per la musica di Bach a Milano.
I direttori artistici Gianluca Capuano & Lorenzo Ghielmi


